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Covid-19: la rilevazione della temperatura corporea e tutela della privacy

Ci siamo ormai abituati in questi mesi ad indossare e utilizzare in maniera regolare e rigorosa i dispositivi di protezione individuale, come mascherine e gel igienizzanti, per la lotta al Covid-19. Un’altra cosa di cui non ci stupiamo più ormai è la rilevazione della temperatura corporea all’ingresso di luoghi pubblici come supermercati e negozi, ma anche all’ingresso delle aziende.

È normale infatti che, mettendo in pratica il protocollo anti-Covid19, i vari attori, privati e pubblici, si siano dotati di dispositivi rilevazione temperatura che analizzano l’ingresso di tutti coloro che accedono ai loro locali: clienti, collaboratori, fornitori, corrieri ecc…

Ma una delle grandi domande che ci si è spesso posti, tra decreti, DPCM,  e disposizioni regionali, è: misurare la temperatura corporea delle persone è una violazione della privacy delle persone? I dati rilevati vengono registrati o archiviati da qualche parte? Può l’azienda o l’attività commerciale conservare queste informazioni senza ledere il diritto alla riservatezza dei cittadini?

Vediamo un po’ come si sono espresse le autorità preposte e le istituzioni in merito.

I dispositivi di rilevazione della temperatura corporea violano la privacy?

Questa è la domanda più critica che in molti si sono posti: i cittadini, impiegati nel settore privato o pubblico, clienti, fornitori o partner che accedono in luogo chiuso, nel momento in cui viene provata loro la temperatura corporea con i termoscanner, vedono in qualche modo violata una parte della loro privacy, anche se dal dato rilevato dipende la tutela della salute altrui.  In questo l’Autorità Garante della Privacy si è espresso molto precisamente, dando indicazioni di facile comprensione.

In ambito lavorativo, in ragione del fatto che la rilevazione della temperatura corporea in tempo reale, quando è associata all’identità dell’interessato, costituisce un trattamento di dati personali (art. 4, par. 1, 2) del Regolamento (UE) 2016/679), non è ammessa la registrazione del dato relativo alla temperatura corporea rilevata, bensì, nel rispetto del principio di “minimizzazione” (art. 5, par.1, lett. c) del Regolamento, è consentita la registrazione solo nel caso in cui si effettivamente rilevato il superamento della soglia stabilita dalla legge e comunque quando sia necessario documentare le ragioni che hanno impedito l’accesso del lavoratore al luogo di lavoro.

Invece nel caso in cui la temperatura corporea venga rilevata a clienti (ad esempio, nell’ambito della grande distribuzione) o visitatori occasionali, anche qualora la temperatura risulti superiore alla soglia indicata nelle disposizioni emergenziali non è, di regola, necessario registrare il dato relativo al motivo del divieto di accesso.

Quindi di fatto la risposta è no. I termoscanner per la rilevazione della temperatura corporea di fatto non vanno in contrasto con la tutela della privacy dei lavoratori e dei consumatori proprio perché servono solamente a identificare l’idoneità ad accedere ad un luogo, senza che questo abbia ripercussioni sulla vita privata. La registrazione del dato rilevato è consentita solo sul luogo di lavoro, ma in ogni caso non deve essere divulgato pubblicamente, ma reso noto solo alle persone preposte alla gestione del protocollo antiCovid.

Il termoscanner rileva temperatura nel rispetto della privacy: come funziona?

Ecco una serie di informazioni utili che vi faranno capire come effettivamente gli strumenti di rilevazione della temperatura non comportando una violazione della vita privata delle persone.

1 – Non viene effettuata registrazione del volto

Gli scanner rileva temperatura hanno spesso l’aspetto di piccole telecamere poste su un treppiede ad altezza viso. Quando vi si passa accanto avviene una scansione biometrica del viso della persona che di fatto rileva solamente la temperatura corporea. I tratti somatici del soggetto non vengono pertanto registrati o memorizzati. Ecco perchè quindi le persone possono stare tranquille del fatto che la loro identità non verrà registrata o archiviata.

2 – Le temperature rilevante non sono registrate

Proprio come spiegato ampiamente poco sopra, questi dispositivi per la rilevazione della temperatura corporea sono impostati per segnalare semplicemente un valore al di sopra di quello prefissato come standard. Ma anche in questo caso il dato non verrà conservato. Quindi ogni qual volta la persona avrà oltre 37,5° di febbre il dispositivo si limiterà ad emettere un suono acustico di avvertimento.

3 – È possibile non visualizzare il valore della temperatura rilevata e indicare solamente se si è idonei.

Si può salire ulteriormente di livello nella tutela della privacy delle persone impostando il termoscanner affinchè non visualizzi la temperatura esatta della persona ma dia solamente un’indicazione di idoneità ad accedere al luogo di lavoro o al luogo pubblico / esercizio commerciale.

4 – Tutti i dati del termoscanner sono non cifrati e non alterabili.

Un altro tema delicato relativo alla protezione dei dati personali dei soggetti sottoposti a misurazione della temperatura è relativa proprio alla loro protezione. Le moderne tecnologie permettono infatti di gestire il dato rilevato in modo che non sia decodificabile ed alterabile da fonti esterne.

5 – È possibile attivare un controllo utente tramite il riconoscimento del badge connesso esclusivamente al personale competente in caso di anomalie sulla temperatura.

Qualora il dispositivo di rilevazione della temperatura sia stato posto all’ingresso dell’azienda e connesso al passaggio del badge del collaboratore, è possibile creare un collegamento diretto ed esclusivo solo a determinate persone per l’invio di informazioni legate allo stato di salute. Quindi in caso di temperatura rilevata oltre la soglia di sicurezza, il dato verrà mantenuto segreto ma inviato al responsabile dell’applicazione protocollo anti Covid per avviare poi le procedure necessarie.

Softer si è attivato fin da subito nell’affiancare i suoi clienti nella gestione dell’emergenza da pandemia, supportandoli con strumenti che permettono loro di controllare uno dei sintomi del Coronavirus, e cioè l’alterazione della temperatura, con termoscanner ad hoc, sempre nel rispetto della privacy delle persone.

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