come gestire i turni di lavoro

Come gestire i turni di lavoro

La gestione dei turni di lavoro in un’azienda è una procedura non semplice e spesso molto articolata. Sapere come gestire i turni di lavoro richiede da una parte grande preparazione in materia normativa da parte del collaboratore preposto a questa attività. Allo stesso tempo richiede anche molta precisione.

Appare chiaro quindi che è necessario coniugare numerosi aspetti tra cui quelli organizzativi interni e quelli legislativi legati al mondo del diritto dei lavoratori.

Le gestione dei turni di lavoro secondo la legge italiana

Per capire come gestire i turni di lavoro al meglio nella propria azienda, sia che essa sia un ristorante o un negozio con un’elevata rotazione e turnazione di personale, oppure una produzione con un consistente numero di operai, o ancora un ospedale con personale sanitario che deve presenziare 24 ore su 24 nella struttura. In tutti i casi elencati qui sopra e, sicuramente, molti altri, è bene conoscere i principi che regolano questa modalità lavorativa. Questo per essere sicuri di organizzare al meglio il lavoro nel pieno rispetto dei diritti dei diritti dei lavoratori riconosciuti.

Facciamo una breve premessa, un piccolo ripasso degli aspetti legislativi che regolano la gestione della turnazione dei lavoratori in azienda. I turni di lavoro sono regolamentati dal D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66 e dalla contrattazione collettiva a cui la legge rimanda, recependo le Direttive comunitarie 93/104/CE e 2000/34/CE

In precedenza la gestione dei turni di lavoro dal punto di vista legislativo era regolamentata dalla cosiddetta “Legge Treu”, L. 196/1997, da Tiziano Treu, Ministro del lavoro e della previdenza sociale del governo Prodi I, emanate all’epoca con lo scopo di contrastare la disoccupazione.

Orario di lavoro e orario di risposo

Abbiamo già dato una definizione di cos’è un lavoro a turni nel nostro precedente articolo. Ora cerchiamo di approfondire l’argomento parlando di orario di lavoro.

L’orario di lavoro viene definito come il periodo in cui il lavoratore è al lavoro, appunto, e di conseguenza a disposizione del datore di lavoro, con l’obbligo di esercitare la sua attività o le sue funzioni. Al contrario, qualsiasi periodo che non rientra nell’orario di lavoro è definito come periodo di riposo.

L’organizzazione dei turni di lavoro tra orario ordinario e straordinario

L’orario di lavoro deve essere pari a 40 ore settimanali distribuite su 5 giorni. È concessa la distribuzione su 6 giorni per esigenze tecnico-produttive che in ogni caso devono essere comunicate preventivamente alle RSU.

Oltre le 40 ore settimanali pertanto subentra il cosiddetto lavoro straordinario che va retribuito con una maggiorazione dell’8% per l’attività della giornata di sabato.

Nel caso che stiamo trattando i lavoratori soggetti a turni, detti anche turnisti, hanno diritto al pari degli altri lavoratori subordinati alle pause intermedie, al riposo giornaliero e a quello settimanale. La durata delle pause è normalmente fissata dai contratti collettivi.

In particolare subentra il diritto ad almeno un giorno di riposo a settimana ogni massimo 6 giorni di lavoro. Per quanto riguarda l’orario giornaliero di lavoro invece non ci sono limiti, se non quello di garantire al dipendente un riposo di 11 ore nell’arco delle 24 ore.

Il riposo settimanale deve essere fruito in un giorno diverso dalla domenica, a prescindere dal tipo di lavorazione effettuata. Resta fermo che deve essere goduto ogni 6 giorni, cumulato con le ore di riposo giornaliere e calcolato come media in un periodo non superiore a 14 giorni.

La comunicazione dei turni di lavoro

Il lavoratore firma fin dall’inizio un contratto di lavoro in cui sa che l’organizzazione dello stesso sarà soggetto a turnazione. Per capire come gestire i turni di lavoro è bene anche comprendere al meglio le tempistiche per comunicare l’organizzazione settimanale e/o mensile dei lavoratori.

Anche se il datore di lavoro ha un certo grado di autonomia e di elasticità nel programmare gli orari di lavoro, non può di certo aspettare l’ultimo minuto per comunicare al dipendente il proprio turno. Lo deve informare pertanto con un adeguato anticipo in modo da dargli la possibilità di organizzarsi, anche ai fini del riposo e della gestione della famiglia.

Pur mancando una norma specifica che obblighi il datore di lavoro, spesso impersonato dall’addetto alle risorse umane, di comunicare in anticipo i turni di servizio, è bene garantire un minimo di preavviso. Tutto ciò si basa sul principio di correttezza e buona fede con cui dovrebbe svolgersi il rapporto di lavoro tra responsabile e dipendente.

Rendere più facile l’organizzazione dei turni di lavoro

Come è intuibile da quanto raccontato fino ad adesso gestire i turni di lavoro dei dipendenti di un’azienda può essere difficoltoso nel momento in cui il numero del personale e dei siti produttivi è alto. Ecco perché è bene organizzarsi con degli strumenti digitali che possono supportare le risorse umane in questo delicato compito. Tool aziendali che, con il supporto di società specializzate esterne, possono interfacciarsi con i sistemi gestionali interni aziendali e specifiche applicazioni su smartphone, tablet, oltre che pc ovviamente, rendendo efficiente il lavoro e riducendo il margine di errore.

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